sabato 29 maggio 2010

Lectio divina su Gv 16,12-15

SANTISSIMA TRINITA’ (anno C)
Signore nostro Dio, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra
Lectio divina su Gv 16,12-15

Invocare
Spirito di verità Tu ci rendi figli e figlie di Dio, così che ci possiamo accostare con fiducia al Padre.Padre, ci rivolgiamo a te con un cuor solo e un'anima sola e ti chiediamo: manda il tuo Santo Spirito!
Manda il tuo Spirito sulla Chiesa, su noi che meditiamo questa Parola di vita perché possiamo scoprire con più consapevolezza che il tuo mistero, o Dio, è un canto all'amore condiviso. Tu sei il nostro Dio e non un Dio solitario. Sei Padre, fonte feconda. Sei Figlio, Parola fatta carne, amore vicino e fraterno. Sei Spirito, amore fatto abbraccio.

Leggere
12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Un momento di silenzio meditativo perché la Parola possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita.

Capire
Le parole di Gesù in Gv 16,12-15 fanno parte di quella sezione del vangelo di Giovanni che gli esegeti chiamano il libro della rivelazione (13,1-17,26). Gesù, nei discorsi di addio, si rivela in profonda intimità, li chiama amici, promette loro lo Spirito Santo che li accompagnerà nell'accogliere il mistero della sua Persona. I discepoli, poi, sono invitati a crescere nell'amore verso il Maestro che si offre totalmente a loro. Il nostro testo è il V detto il cui interesse principale è cristologico, infatti ció che il Padre ha e ció che il Paraclito fa, mettono in rilievo la pienezza ed assolutezza della rivelazione - comunicazione realizzata in Gesù Cristo. Tuttavia i rimandi alle tre persone divine, possono aprire a considerazioni trinitarie ma soprattutto illuminare chi prega veramente per divenire uno con lo Spirito.
Passi utili alla meditazione
Gv 13,1.33; 14,12-14.25-27; 20,17; Rm 4,25; Gal 6,2-5; Lc 11,46; Gv 7,17-18; 12,49-50; 17,10; 19,17; Is 52,13; Dt 18,18; Gv 8,28-29 ; 3,34-36; 5,19-20; 10,29-30; 14,10-11. 30-31; Rm 8,14-17; Gal 5,18.22-23
Meditare
v. 12: Molte cose ho ancora da dirvi. Gesù ha sempre qualcosa da comunicarci per il nostro cammino trinitario. Infatti lo Spirito non aggiungerà nulla ma riceverà le parole di Gesù e ce le ridonerà contestualizzandole e attualizzandole continuamente. L’evangelista Giovanni sottolinea la nostra incapacità di comprendere il suo insegnamento: per il momento non siete capaci di portarne il peso e questo perché ci sono delle cose che si capiscono solo attraverso l’esperienza. L’espressione (alla base del termine greco bastazō, reggere, c’è l’immagine di chi porta gravi pesi, il NT lo usa come traslato ad es. Rm 15,1; Ap 2, 2.3) che ripropone la situazione di tristezza e turbamento che aggravava gli animi dei discepoli. E solo attraverso la Croce di Cristo si può capire che cosa sia effettivamente la vita cristiana e il discepolato. Allora dovrà venire lo Spirito di verità per condurre i credenti alla verità intera.
v. 13: Quando verrà lui, lo Spirito della verità… espressione preferita dalla comunità giovannea (14,17; 15,26; 1Gv 4,6; 5,6) che sperimenta come prima verità proprio il bisogno di avere una guida sicura per scendere nei vertiginosi misteri aperti dal Comunicatore, una giuda capace di condurre ad un’esperienza-conoscenza del vero, del reale, senza ambiguità.
vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso… dirà tutto ciò che avrà udito… Lo Spirito che guiderà alla verità non è uno Spirito che insegnerà qualcosa di diverso di quanto annunciato da Gesù. Egli è in funzione della rivelazione di Gesù; non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito, cioè tutto ciò che Gesù ha rivelato.
Attraverso lo Spirito è possibile ai credenti comprendere il significato della vita e delle parole di Gesù e farle diventare pensieri, sentimenti e scelte personali.
Inoltre, lo Spirito vi annuncerà le cose future. Cosa sono le cose future? Certamente lo Spirito non sarà un informatore sui fatti concreti della storia o un mago che predice il futuro. Quello che lo Spirito Santo ci fa capire è il traguardo, il compimento della storia, dove la storia va a finire, perché questo compimento della storia non è altro che il Cristo risorto. Nel vangelo secondo Giovanni, il Cristo in croce è glorioso; nei crocefissi bizantini il Cristo in Croce è luminoso, è ricco di vita, è risorto, è ancora sulla Croce ma è già risorto. Se noi riusciamo a vedere la Croce di Gesù come una vittoria, non c’è niente che ci possa portare via la fede; se riusciamo a vedere anche nel male, anche nel massimo dell’abbassamento, della sofferenza, dell’umiliazione la gloria di Dio, la bellezza di Dio, allora la fede è sicura e fondata. Non c’è nessun rischio o paura del futuro che ci possa togliere la fede perché se è possibile avere fede in Croce è possibile avere fede in qualunque situazione.
vv. 14-15: riceverà dal mio e vi annunzierà tutto quanto il Padre ha è mio riceverà dal mio e vi annunzierà. Il Paraclito riceve tutto dal deposito del Logos incarnato e risorto tutto quanto il Padre ha dato al Figlio (Gv 3,35) e lo ripete nuovamente in modo nuovo trasformando i discepoli in nuove creature. Come Gesù ha dato ai discepoli le parole (rhēmata: parole-atti) che il Padre gli ha dato (Gv 17,8) il Paraclito dà ai discepoli le parole che Gesù gli dà (la seconda volta lambanō è al presente) in quell’eterno presente trinitario che racchiude in sé l’oggi degli uomini.
Le parole del Padre dette da Gesù e ripetute dal Paraclito sono spirito e vita, vita della Trinità e sono tutto. Il Paraclito ci apre l’orecchio e noi ascoltiamo i Tre che ancora una volta ripetono al nostro cuore: “tutto quel che è mio è tuo e il tuo è mio” (Gv 17,10) e anche noi possiamo ripetere a Loro Tre, danzando di gratitudine inesprimibile: “tutto quel che è Vostro è mio e il mio è Vostro” ripetere a chi amiamo: “tutto quel che è mio è tuo e il tuo è mio” ripeterlo a tutti..perchè il tutto è per tutti. Un giorno potremmo vivere tutto questo dinanzi all’amore trinitario e il tutto si trasformera in lui è mio e io sono sua, suo... (Ct 2,16).

Il Vangelo nel pensiero dei Padri della Chiesa
“Molte cose ho ancora da dirvi…” Quando discese sopra di loro lo Spirito, gli apostoli acquistarono molto maggiore capacità di conoscere la verità di quanto fino ad allora avevano potuto. Non si deve però credere che in questa vita chiunque possa comprendere ogni verità, perché la ricompensa della nostra fede ci è stata promessa nell’altra vita, come dice proprio la Verità: “questa è la vita eterna che conoscano te l’unico e vero Dio e colui che hai mandato Gesù Cristo”… Quando perciò dice dello Spirito “vi insegnerà ogni verità”, dobbiamo intendere come se dicesse: diffonderà nei vostri cuori la carità perché, istruiti interiormente, progrediate di virtù in virtù e diventiate degni di giungere alla vita nella quale vi apparirà l’eterna luce, cioè la contemplazione del vostro Creatore… Lo Spirito non parla da se stesso, cioè fuori della comunione del Padre e del Figlio, perché non è diviso o separato da loro, ma dirà tutto ciò che ascolterà. Non parla da se stesso perché non trae origine da se stesso…, ma procede dal Padre. Lo Spirito che viene ci annuncia ciò che avverrà, quando ci fa ricordare la gioia della patria celeste, quando conosciamo, per dono della sua ispirazione, la festività della città superna; ci annuncia ciò che avverrà quando, strappandoci dal diletto dei beni presenti, ci infiamma del desiderio del regno promesso nei cieli.Lo Spirito ha glorificato Cristo perché grazie a lui tanto amore si accese nei cuori dei discepoli, che essi predicavano con coraggio l’evento della resurrezione, avendo rimosso il timore della carne, a causa del quale erano fuggiti al tempo della passione. Lo Spirito ha glorificato Cristo, quando i santi padri, ripieni di grazia spirituale, hanno convertito tutto il mondo alla fede di Cristo, sopportando tanti e tanto grandi contrasti e afflizioni per il suo nome… Lo Spirito glorifica Cristo, quando con la sua ispirazione ci infiamma ad amare la sua visione, quando insegna ai cuori dei fedeli a crederlo per dignità uguale al Padre (Ven. Beda, Omelie sul Vangelo, II,11).

So che attraversiamo il mare con piccole navi e con deboli ali puntiamo verso il cielo trapunto di stelle, mentre parliamo di Dio a quanti lo cercano…. Un solo Dio, senza principio né causa, non circoscritto da cosa alcuna preesistente o futura, infinito che abbraccia il tempo, grande Padre del grande e santo Figlio unigenito: purissimo spirito…Unico Dio distinto nella persona, ma non nella divinità è il Verbo divino. Egli è la viva impronta del Padre, unico Figlio di colui che è senza principio, solo dal solo, uguale; egli il Figlio è anche lui creatore e reggitore del mondo, forza e intelligenza del Padre.Cantiamo dapprima il Figlio, adorando il sangue che fu espiazione dei nostri peccati. Infatti, senza nulla perdere della sua divinità, mi salvò… Era mortale, ma Dio; discendente di Davide, ma creatore di Adamo; ebbe una madre, ma vergine; circoscritto, ma immenso. Fu vittima, ma anche pontefice; sacerdote, eppure Dio. Offrì a Dio il suo sangue e purificò il mondo intero. Si confuse tra i morti, ma dalla morte risuscitò […] onora la divinità nella sua forma terrena, che il Figlio incorruttibile ha assunto, spinto dall’amore per te.Canta anche la gloria dello Spirito. Tremiamo davanti al potente Spirito, come davanti a Dio: è per mezzo di lui che ho conosciuto Dio. Egli è evidentemente Dio, lui che mi fa diventare Dio: onnipotente, autore di doni diversi, suscita inni nel coro dei santi… Forza divina che procede dal Padre; non è Figlio: uno solo è infatti il Figlio santo dell’unico Bene. E non è al di fuori dell’invisibile divinità, ma è pari nell’onore.Trinità increata, al di fuori del tempo, santa, libera, ugualmente degna di adorazione! Da tutti e tre, col battesimo, io vengo rigenerato nell’uomo nuovo: distrutta la morte, avanzo nella luce, risorto a nuova vita (Gregorio Nazianzeno, Poemi teologici).

Alcune domande per la riflessione personale e il confronto
Siamo consapevoli che Gesù non è soltanto un esempio del passato, ma anche e soprattutto il salvatore presente?
Lasciamo che la nostra vita sia trasformata dall’azione dello Spirito Santo per vivere meglio la vita trinitaria?
Siamo attenti alla voce dello Spirito di verità che ci comunica tutta la verità totale di Gesù?
Pregare
Raccogliamoci in silenzio ripercorrendo la nostra preghiera e rispondiamo al Signore con le sue stesse parole (dal Sal 103):

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tanti suoi benefici.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue malattie;
salva dalla fossa la mia vita,
ti corona di grazia e di misericordia;
egli sazia di beni i tuoi giornie tu rinnovi come aquila la tua giovinezza.
Il Signore agisce con giustizia
E con diritto verso tutti gli oppressi.
Ha rivelato a Mosé le sue vie,ai figli d'Israele le sue opere.
Buono e pietoso è il Signore, lento all'ira e grande nell'amore.
Egli non continua a contestare e non conserva per sempre il suo sdegno.
Non ci tratta secondo i nostri peccati,
non ci ripaga secondo le nostre colpe
Come un padre ha pietà dei suoi figli,
così il Signore ha pietà di quanti lo temono.
Ma la grazia del Signore è da sempre,
dura in eterno per quanti lo temono...
Benedite il Signore, voi tutti suoi angeli...
Voi tutte sue schiere...voi tutte opere sue...Benedici il Signore anima mia.

Contemplare-agire
Lasciamo che lo Spirito Santo, ci aiuti a leggere “i segni dei tempi”, cioè a capire che cosa nella vita della Chiesa e del mondo è nella direzione giusta, e che cosa invece è un ostacolo al compimento del progetto di Dio. Ci aiuti a porre delle scelte che siano costruttive e non di distruzione e di annientamento, scelte di vita e non di morte.

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