venerdì 20 maggio 2016

LECTIO: SANTISSIMA TRINITÀ (C)

Lectio divina su Gv 16,12-15

Invocare
Ti glorifichi, o Dio, la tua Chiesa, contemplando il mistero della tua sapienza con la quale hai creato e ordinato il mondo; tu che nel Figlio ci hai riconciliati e nello Spirito ci hai santificati, fa’ che, nella pazienza e nella speranza, possiamo giungere alla piena conoscenza di te che sei amore, verità e vita.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

Leggere
12 Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13 Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. 15 Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.

Silenzio meditativo: O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Capire
I quattro versetti (vv. 12-15) si inquadrano nel lungo discorso di addio ai discepoli, che più che un addio è una “lettura spirituale” per preparare a ciò che dovrà accadere. Gesù, nei discorsi di addio, si rivela in profonda intimità, li chiama amici, promette loro lo Spirito Santo che li accompagnerà nell’accogliere il mistero della sua Persona. Questa preparazione invita i discepoli a crescere nell'amore verso il Maestro che si offre totalmente a loro.
Il nostro testo è il V detto il cui interesse principale è cristologico, infatti ciò che il Padre ha e ciò che il Paraclito fa, mettono in rilievo la pienezza ed assolutezza della rivelazione - comunicazione realizzata in Gesù Cristo. Tuttavia i rimandi alle tre persone divine, possono aprire a considerazioni trinitarie ma soprattutto illuminare chi prega veramente per divenire uno con lo Spirito.

Meditare
v. 12: Molte cose ho ancora da dirvi.
Gesù ha sempre qualcosa da comunicarci per il nostro cammino trinitario. La Parola è sempre viva e sempre nuova. Infatti, lo Spirito non aggiungerà nulla ma riceverà le parole di Gesù e ce le ridonerà contestualizzandole e attualizzandole continuamente.
per il momento non siete capaci di portarne il peso
L’evangelista Giovanni sottolinea la nostra incapacità di comprendere, reggere (= bastàzo) l’insegnamento di Gesù e questo perché ci sono delle cose che si capiscono solo attraverso l’esperienza. Bene dirà l’Autore della Lettera agli Ebrei: «Su questo argomento abbiamo molte cose da dire, difficili da spiegare perché siete diventati lenti a capire. Infatti voi, che a motivo del tempo trascorso dovreste essere maestri, avete ancora bisogno che qualcuno v'insegni i primi elementi delle parole di Dio e siete diventati bisognosi di latte e non di cibo solido. Ora, chi si nutre ancora di latte non ha l'esperienza della dottrina della giustizia, perché è ancora un bambino. Il nutrimento solido è invece per gli adulti, per quelli che, mediante l'esperienza, hanno le facoltà esercitate a distinguere il bene dal male». (Eb 5,11-14).
Quest’esperienza passa attraverso la Croce di Cristo. Solo in essa si può capire che cosa sia effettivamente la vita cristiana e il discepolato. Dovrà venire lo Spirito di Verità per condurre i credenti alla Verità intera.
v. 13: Quando verrà lui, lo Spirito della verità   
Lo Spirito Santo viene indicato con il pronome maschile ekéinos, per indicare che si tratta di un’autentica Persona, e non di qualcosa superficiale.
Chi viene è il Vivente, «viene, érchomai», ciò indica uno dei tipici verbi in movimento della Divinità. Nel NT, tra i nomi con cui è designato Gesù dalla Comunità è «ho Erchómenos, il Veniente», Colui che viene da presso il Padre (Gv 1,1-2), per riportare tutti, con azione irresistibile, nella sua Umanità al Padre.
vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito
Anche la terza Persona della SS. Trinità, la Verità di Dio, si serve della sua libertà sovrana, propriamente divina, e con iniziativa personale "viene", per riportarci alla Verità intera. Egli è una guida sicura per scendere nei vertiginosi misteri aperti dal Comunicatore, una guida capace di condurre ad un’esperienza-conoscenza del vero, del reale, senza ambiguità.
La venuta dello Spirito è accompagnata da alcuni verbi, come: guiderà, parlerà, annuncerà (v.13), glorificherà (v.14).
Lo Spirito è Colui che darà ai discepoli il grande dono della comprensione di quanto Gesù ha annunciato. Egli è in funzione della rivelazione di Gesù; non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito, cioè tutto ciò che Gesù ha rivelato.
Attraverso lo Spirito è possibile ai credenti comprendere il significato della vita e delle parole di Gesù e farle diventare pensieri, sentimenti e scelte personali.
e vi annuncerà le cose future
Cosa sono le cose future? Gli esegeti non descrivono lo Spirito come un informatore sui fatti concreti della storia o un mago che predice il futuro. Sembra che ci sia una interpretazione libera.
Sappiamo che il Paraclito non aggiungerà niente a quanto già rivelato. Possiamo cogliere qui il dono della profezia, una manifestazione particolare dello Spirito così come ricorda san Paolo: «A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per il bene comune: a uno infatti, per mezzo dello Spirito, viene dato il linguaggio di sapienza; a un altro invece, dallo stesso Spirito, il linguaggio di conoscenza; a uno, nello stesso Spirito, la fede; a un altro, nell'unico Spirito, il dono delle guarigioni; a uno il potere dei miracoli; a un altro il dono della profezia; a un altro il dono di discernere gli spiriti; a un altro la varietà delle lingue; a un altro l'interpretazione delle lingue» (1Cor 12,7-10).
Il dono della profezia è quel dono che ci fa assumere quattro atteggiamenti: Edificare, Esortare, Consolare, Confermare (cfr. 1Cor 14,3-5).
Questo grande dono, l’evangelista Giovanni ce lo fa sperimentare ai piedi della Croce dove ogni cosa si può superare, senza nessun rischio o paura del futuro che ci possa togliere la fede perché se è possibile avere fede in Croce è possibile avere fede in qualunque situazione.
vv. 14-15: Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Gesù quasi ad insistere, rinnova la sua promessa. Egli specifica che l’azione dello Spirito Santo è glorificazione sua (cfr. Gv 7,37-39), in quanto Uomo-Dio e dal Cristo prenderà ogni insegnamento, riportando alla memoria del cuore le parole di Gesù, i gesti da lui compiuti, il cammino umano del Figlio stesso di Dio. Lo Spirito scruta e scandaglia le profondità di Dio e ce le comunica, cosicché noi, uomini spirituali, abbiamo il pensiero di Cristo (1Cor 2,10-16) rendendoci partecipi della natura divina.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Il Paraclito riceve tutto dal deposito del Logos incarnato e risorto, quanto il Padre ha dato al Figlio (Gv 3,35) e lo ripete nuovamente in modo nuovo trasformando i discepoli in nuove creature.
Come Gesù ha dato ai discepoli le parole (rhemata: parole-atti) che il Padre gli ha dato (Gv 17,8) il Paraclito dà ai discepoli le parole che Gesù gli dà (la seconda volta lambano è al presente) in quell’eterno presente trinitario che racchiude in sé l’oggi degli uomini.
Le parole del Padre dette da Gesù e ripetute dal Paraclito sono spirito e vita, vita della Trinità e sono tutto.
Il nostro ascoltare, lasciarci guidare alla verità, glorificare il Figlio attraverso lo Spirito inserisce nel mistero della SS. Trinità che è mistero di comunione di amore. In questo mistero di comunione i Tre ancora una volta ripetono al nostro cuore: “tutto quel che è mio è tuo e il tuo è mio” (Gv 17,10). Un giorno potremmo vivere tutto questo dinanzi all’amore trinitario e il tutto si trasformerà in lui è mio e io sono sua, suo... (Ct 2,16).

La Parola illumina la vita
Come vivo questo mistero principale della fede?
Siamo consapevoli che Gesù non è soltanto un esempio del passato, ma anche e soprattutto il salvatore presente?
Lasciamo che la nostra vita sia trasformata dall’azione dello Spirito Santo per vivere meglio la vita trinitaria?
Ho fatto mai l'esperienza di conoscere cose di cui in quel momento non potevo portare il peso? Come mi sono comportato/a?
Siamo attenti alla voce dello Spirito di verità che ci comunica tutta la verità totale di Gesù?
Accolgo nella mia vita i doni di Dio? Il dono della profezia?

Pregare
Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.

Tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari. (Sal 8).

Contemplare-agire
Lasciamo che lo Spirito Santo, ci aiuti a leggere “i segni dei tempi”, cioè a capire che cosa nella vita della Chiesa e del mondo è nella direzione giusta, e che cosa invece è un ostacolo al compimento del progetto di Dio. Occorre sgomberare il campo da un diffuso senso del mistero che è confuso con un falso senso di rispetto che ci tiene a distanza da Dio.


Nessun commento:

Posta un commento